Ampliamento cimitero della Misericordia, Campi Bisenzio

ASSONOMETRIA

La crescita  del cimitero esistente – solo in parte riscattata dalla indubbia qualità del nucleo storico-monumentale di inizio novecento – e la presenza di un contesto territoriale che sta vedendo il passaggio progressivo da una originaria realtà agricola ad una dimensione urbana, sono i due vincoli principali da considerare, per cogliere i principi che informano il progetto di ampliamento.

Dal punto di vista insediativo, infatti, l’intervento mira a coniugare il dualismo esistente tra il paesaggio ancora naturale e la città in crescita attraverso un impianto che accoglie, scambiandole, le due dimensioni: da un lato il paesaggio penetra all’interno dell’area cimiteriale attraverso una continuità percettiva tra i campi di inumazione, l’area degli ossari e il limite nord del lotto; dall’altra la componente urbana viene modulata attraverso l’edificio dell’area dell’ingresso che, con i suoi volumi plastici e le soglie, conduce direttamente ad uno spazio centrale il quale, pensato come come una “piazza”, unisce i due elementi lineari dei colombari e conduce progressivamente all’interno dell’intera area cimiteriale.

Delimitato a ovest dal cimitero esistente e a sud dal tracciato stradale, l’ampliamento accoglie la necessità di definire i limiti del lotto attraverso modalità diverse:

– a sud e a est , laddove il cimitero è percepibile dalla città, l’ampliamento appare compatto anche se articolato attraverso due elementi lineari raccordati da un volume cilindrico. La natura massiva dell’immagine complessiva, data dalla quasi totale assenza di bucature dirette, è rafforzata dalla scelta di avere un materiale unificante, il mattone faccia a vista, la cui vibrazione materica conferisce qualità all’immagine complessiva e favorisce l’integrazione dell’area cimiteriale con le vicine parti commerciali e residenziali;
– a ovest l’ampliamento mira a stabilire relazioni dirette con l’esistente, in particolare con la galleria realizzata nel terzo ampliamento, proponendo percorsi di pedonali trasversali di collegamento tra il nuovo impianto e la galleria stessa; frapponendo tra questi il grande vuoto dei campi di inumazione, spazio filtro e di distacco necessario tra le parti;

– a nord l’ampliamento cerca una relazione progressiva con il paesaggio retrostante attraverso il passaggio graduale tra l’edificio compatto e puntuale del tempio crematorio e l’area degli ossari, concepita come uno spazio in bilico tra naturale ed artificiale con l’alternanza di prismi marmorei incastonati nel suolo e piani verdi inclinati che mediano l’apertura verso il cipresseto e il passaggio retrostante.