Parco della Cultura, Monreale, Palermo

Boccaccio sembra attingere alla memoria dei giardini siciliani quando nell’introduzione alla terza giornata del Decamerone descrive un luogo immaginario di delizie dove l’architettura dei palazzi, viali, canali d’acqua e fontane è immersa nel verde di prati, di piante fruttifere e da fiore, dove non manca la fauna indigena ed esotica. Quel giardino, inoltre, è chiamato paradiso, in una similitudine certamente derivata dall’idea del paradiso coranico.

Da questa suggestione il progetto si sviluppa attraverso alcuni concetti essenziali:

– la valorizzazione dell’ex tracciato ferroviario consente una chiara definizione della porzione di territorio da riqualificare. La via Ferrata viene assunta come limite del Parco e diviene elemento strutturante per la messa a fuoco di un disegno della mobilità sostenibile, per la definizione delle modalità insediative delle nuove strutture oltreché per la gestione del dualismo tra spazi pubblici e aree private.

-la messa a sistema dei vari frammenti esistenti mira a stabilirne una sequenza urbana coerente capace di guidare il visitatore nella salita dal Parco verso il complesso monumentale del Duomo. L’eterogeneità dell’esistente diviene occasione per la traduzione della naturale e consolidata vocazione di questo paesaggio in tema progettuale e visione metaforica.

-la riscoperta della dimensione residuale dell’agrumeto esistente e la sua rigenerazione ai fini dell’accessibilità, della fruizione e dell’informazione. Il paesaggio ritrovato diviene un vero e proprio unicum pubblico.

CREDITI
progetto: Eleonora Burlando, Riccardo Miselli
committente: Comune di Monreale – DARC

calendario:
concorso di idee in due fasi / progetto vincitore 2009

programma:
parco, centro visitatori con auditorium e servizi, biblioteca

superfici:
sviluppo lineare: 1.5 Km
superficie: 45.000 mq

costo totale:
8.500.000 euro