Museo Civico, Prato

Il nuovo Museo Civico di Prato rappresenta l’occasione per il capoluogo toscano di dar lustro alla sua storia, alla sua cultura e alla tradizione artistica che l’ha resa maestra nell’artigianato tessile. Il nuovo Museo, considerata anche la sua collocazione privilegiata all’interno del Palazzo Pretorio, si pone quindi sì l’obiettivo di ospitare la collezione del vecchio museo, ma anche di diventare una nuova e quotidiana polarità urbana per i cittadini pratesi e toscani. In questo senso acquista grande significato la volontà della committenza di aprire due diverse aree espostive: una permanente, che raccoglie e valorizza il patrimonio storico-artistico, e una temporanea, che si presta ad un uso flessibile e di dialogo con la città.

Il progetto che presentiamo interpreta le linee guida tracciate dall’amministrazione, cerca di valorizzare i due aspetti citati e di instaurare un dialogo sia con la storia sia con la città contemporanea.
L’interno di Palazzo Pretorio si presenta come un luogo dinamico, con scenari preziosi ma anche criticità che rendono faticoso l’orientamento del futuro percorso museale: l’edifico infatti alterna spazi compressi a sale di grande respiro lungo un itinerario sempre vario dove la posizione dei vani cala è sempre diverso nella sua collocazione planimetrica, nella forma e nella dimensione.
L’elemento che sembra orientare il percorso è la luce naturale che penetra nelle diverse sale dell’edificio con intensità crescenti: la salita ai piani  superiori descrive il concetto su cui si basa il progetto, che gioca con l’idea di far crescere l’importanza dell’allestimento in maniera inversamente proporzionale alla qualità architettonica delle diverse sale, e direttamente proporzionale al crescere della luce naturale e all’instaurarsi del rapporto col paesaggio urbano.
Il climax si fa carico del rapporto gradiente dal buio del piano terra all’esplosione di luce dell’ultimo piano; ma anche in ogni piano le salette piccole  esposte a nord sono più buie mentre i grandi saloni, esposti a sud ovest, diventano catalizzatori di luce.
Il percorso espositivo e curatoriale, che ha scelto di disporre le opere in ordine cronologico, sembra seguire la progressione data dalla percezione della luce naturale  che penetra l’edificio: salendo si trovano prima le opere di epoca medioevale e del rinascimento, che necessitano di un’esposizione più oscurata e teatrale, e, infine, quando si approda all’età contemporanea, le opere scultoree otto-novecentesche prendono forza grazie al bagno di luce di cui si gode al terzo piano.
Inoltre l’importanza delle opere esposte nel Museo Civico decresce nel salire di piano: le opere più importanti della collezione si trovano infatti al piano primo, e poi anche al piano secondo, mentre al terzo è il panorama esterno all’edificiodiventa la vera opera d’arte.
Esiste anche un crescendo nella relazione fra il Palazzo Pretorio e la città: all’attacco a terra il palazzo si interfaccia alla Piazza del Comune, mentre all’ultimo piano l’edificio dialoga con l’intero paesaggio urbano pratese, quello del centro storico e della città nuova.
All’ascesa temporale e all’aumento di luce corrisponde quindi anche la possibilità di contemplare il paesaggio urbano:
il percorso museale è un climax fra l’arte e la città.
La metafora del “climax” diventa emozionale con la cultura pratese, che trasforma il fruitore da spettatore a interlocutore, da destinatario di un  messaggio precostituito, in parte attiva di un processo di comunicazione.

CREDITI
progetto:  Pippo Ciorra, Nemogruppo, Neostudio, Lian Pellicanò
committente : Comune di Prato

illuminotecnica: Antonio Caputo / Studio Illumina
aspetti multimediali: Casa Paganini/INFOMUS Lab
grafica e comunicazione:  D’aphostrofe, Lcd

concorso di progettazione in due fasi, progetto selezionato